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Travnik, la Moschea Colorata

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Captain Fantastic

Captain Fantastic

Film scritto e diretto da Matt Ross e vincitore del premio Un Certain Regard per la miglior regia al Festival di Cannes, ecco a voi la mia recensione del film più discusso in questi giorni.

Trama

Ben – padre di sei figli di tutte le età, interpretato Viggo Mortensen – decide di continuare il progetto iniziato con la moglie: vivere lontano dalla città inquinata e socialmente corrotta – preferendo una capanna tra i maestosi boschi del Nord America – per poter educare al meglio e senza alcuna influenza esterna i propri figli.

! SPOILER ALERT ! Durante il corso del film, veniamo a conoscenza del perché la madre di dei ragazzi non appaia quasi mai, se non in sogno al marito duranti notti tormentate; soffre di nervi ed è stata ricoverata all’ospedale, dove deciderà successivamente di tagliarsi le vene per porre fine a tutte le proprie sofferenze ed agonie.

Bo, Vespyr, Kielyr, Zaja, Rellian e Nai – nomi assurdi ed impronunciabili, ugh – trascorrono le giornate all’insegna della sopravvivenza, imparando a cacciare, a mantenere un orto nonostante il freddo pungente invernale, a scalare le montagne; ma questo non è tutto, il padre offre loro una notevole – oserei dire strabiliante – educazione, insegnando loro le lingue, le scienze, la filosofia, etc.

Suonano, cantano – anche se la scelta delle canzoni è opinabile, sigh – e festeggiano il compleanno del linguista anarchico Noam Chomsky, rifiutando così ogni altro tipo di festeggiamenti convenzionali imposti dalla società.

! SPOILER ALERT ! La brutta notizia giunge alla capanna: la madre si è suicidata.

Il giorno del funerale si avvicina, ed il nucleo familiare è costretto ad intraprendere un viaggio verso una meta tanto misteriosa quanto minacciosa. Il contatto con la realtà creerà infatti dissidi tra i vari membri, mettendo spesso in dubbio le capacità di padre e di “educatore” di Ben, personaggio enigmatico che suscita comprensione ed al contempo rabbia.

Dopo varie peripezie che tralascerò – troppi spoilers infastidiscono, I know – la famiglia tornerà a casa quasi al completo, “celebrando” alla loro maniera la morte della madre e vivendo tutti felici e contenti di sentirsi diversi rispetto a ciò che è comune e grigio quale la città e la tradizione.

Interpretazione

Viggo Mortensen: bravo e bello – nonostante qualche ruga qua e là – , Viggo è riuscito ad interpretare al meglio un personaggio complesso ed enigmatico. Ottimo padre-dittatore, hippy spericolato!

Voto: 8.5/10

George MacKay, Annalise Basso e Samantha Isler: interpretazione complessivamente buona, non spicca però nessuno di essi se non Nicholas Hamilton (vedi sotto)

Voto: 7-/10

Nicholas Hamilton: figlio ribelle, pre-adolescente che trova il coraggio di urlare al padre le emozioni contrastanti che egli prova, dell’odio nei suoi confronti perché colpevole della morte della madre, e della volontà di avvicinarsi al mondo “vero”, o meglio, al mondo “normale”.

Voto: 7.5/10

Frank Langella: buona interpretazione del nonno autoritario che detesta Ben e desidera il meglio per i propri nipoti.

Voto: 7/10

Opinione personale

Matt Ross lancia un’acuta critica all’educazione del presente e del futuro, argomento di comune interesse. Egli propone infatti – attraverso ogni singolo membro della famiglia – l’archetipo dell’intellettuale: colto, umile ed inevitabilmente outsider.

Il messaggio del film non è facilmente comprensibile e semplice a causa della struttura del film, che non segue una trama lineare e coerente, hélas!

Ritengo che sia un film interessante per i temi affrontati e per il modo utilizzando per raggiungere gli obiettivi prefissati dallo sceneggiatore, ciononostante non sono tutt’ora convinta della storia in sé e dello svolgimento dei fatti.

Voto Complessivo: 7/10

Andresti a rivederlo? Mh, maybe…

Lo consiglieresti? A qualcuno che possa apprezzarlo e capirlo, certamente, per il resto…

Ecco la mia opinione sulla trama, sui contenuti e sulla recitazione degli attori più importanti.

Avete visto anche voi Captain Fantastic, se sì, cosa ne pensate?

Lasciate un commento e fatemi sapere la vostra!!!

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Perché?

Io non scrivo per essere letta o persino compianta, non imploro una possibile audience perché legga il mio nuovo articolo con sufficienza, scrivo per me stessa, perché amo farlo ed esprimermi nel modo che più mi si addice.

Gli argomenti trattati sul mio blog – che non è altro che un quaderno online dove posso scrivere pagine e pagine di pensieri & parole – sono parte di me, sono le mie passioni, i miei punti di vista ed i miei interessi, tutto qua.

Sono IO, that’s it.


Ringrazio tutti per il supporto che spero sia sincero ed interessato, grazie per sostenermi ogni giorno con commenti e registrazioni, e spero vivamente che possa nascere una sorta di amicizia o rapporto tra scrittore – in questo caso scrittrice – e lettore – tu, si tu, già mi piaci -, e che un giorno, chissà, potremo rileggere insieme questi articoli e discuterne insieme.


Per scrivere bene, in versi come in prosa, niente eguaglia l’avere davvero La verità profonda, per fare qualunque cosa, per scrivere, per dipingere, sta nella semplicità. La vita è profonda nella sua semplicità.

Charles Bukowski, Hollywood, Hollywood!, 1989

C’è solo un giudice ultimo della scrittura ed è lo scrittore. Quando diventa preda di critici, redattori, editori e lettori è finito. E naturalmente quando diventa preda della fama e della gloria potete buttarlo a mare insieme agli stronzi.

Charles Bukowski, Il capitano è fuori a pranzo, 1998


My Diary

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